Il Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

Il Cervo sardo di G. Paulis (Asferico n. 7 - 2001)

Il Cervus elaphus corsicanus è una sottospecie del Cervo europeo. Endemismo sardo-corso, ha vissuto i suoi momenti peggiori nel trentennio 1955 -1985, durante il quale si è estinto in Corsica ed ha subito un pericolosissimo calo numerico anche fra la popolazione sarda. Tutto ciò ha portato negli anni sessanta al suo inserimento nel Red Data Book della IUCN come specie a grave rischio d'estinzione con una popolazione stimata in circa 200 esemplari. Attualmente il Cervo sardo è considerato dalla U.E. specie prioritaria (Allegati II e IV direttiva CEE/92/43 del 21.05.1992)

L'origine di questo ungulato è ancora incerta, ma fra le tante ipotesi finora avanzate, la più accreditata è quella che fa risalire la sua presenza ad una introduzione in epoca preistorica, infatti il cervo era già presente in Sardegna nel XIV secolo a.C.

Si distingue dal Cervo europeo per le dimensioni decisamente inferiori e per il mantello più scuro. Il maschio ha palchi corti e piuttosto chiusi nei quali manca la corona ed il numero di punte è mediamente di 4-5 per asta. Nei maschi il peso medio si attesta intorno ai 120 Kg contro i 70 circa delle femmine. Esclusivamente erbivoro, vive nel fitto della macchia, ma ama frequentare anche spazi aperti principalmente per scopi alimentari. Il periodo riproduttivo, caratterizzato dai potenti bramiti, è anticipato rispetto a quello del suo parente europeo e cade fra agosto e settembre. Le femmine, dopo 8 mesi di gestazione, danno alla luce i piccoli fra la seconda quindicina di aprile e la prima di maggio.